Parrocchia Maria SS. del Buon Consiglio - Chiesa Madre di Porto Empedocle
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                      Comitato per il Giovedì e il Venerdì Santo

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                      Ogni anno, nelle vie del centro storico di Porto Empedocle, per la Settimana Santa rivivono antiche tradizioni, che da anni ormai, fanno ritornare misteriosamente il Passato, creando momenti di profonda commozione. Antiche tradizioni che testimoniano la fede e il culto di tanti uomini in tanti secoli, che tuttora sono vissute fortemente.
                      Questa Settimana che precede la Pasqua è la più intensa per Porto Empedocle, dove ogni anno sembra rinnovarsi un rituale salto in altri tempi, facendo rivivere la Passione e la Morte di Gesù, come accadeva tanti anni fa. Solenni processioni ed intensi momenti di corale preghiera avvolgono la Settimana Santa, che raccoglie emozioni di pentimento e dolore, che riescono a coinvolgere ogni anno molte persone. Ritrovarsi in questo mondo di anno in anno fa riscoprire le nostre radici, attraverso tutto ciò che i nostri antenati ci hanno trasmesso e che noi abbiamo l’opportunità di rivivere; nella Settimana Santa viene fuori la vera vita del popolo: la sofferenza degli uomini e di Cristo, il modo di vivere la Religiosità di ieri.
                      L’uomo lascia innumerevoli segni del suo passaggio e la storia della città marinara sembra essere misteriosamente raccolta in quella Settimana Santa, colma di riti, di segni, di gesti, di processioni, che ci racconta il nostro ieri. I riti della Settimana Santa a Porto Empedocle hanno inizio l’ultima domenica della Quaresima - la domenica delle Palme, che è contraddistinta dalla benedizione dei ramoscelli di ulivo. Generalmente l’appuntamento è fissato in piazza Cappadona dove numerosi gruppi di bambini con ramoscelli di ulivo adornati e palme di diverse dimensioni aspettano con ansia la benedizione delle palme dal sacerdote. Dopo la benedizione, un breve giro processionale conduce verso la Chiesa Madre, dove tutti assistono alla Santa Messa. Il lunedì santo il gruppo dei giovani organizza la processione vivente che ripercorre le 15 stazioni della Via Crucis.
                      Con il giovedì santo si entra nel Triduo Pasquale, nel pomeriggio di questo giorno, in chiesa si celebra la Solenne Messa in Cena Domini e la lavanda dei piedi. Intanto, davanti al Municipio del paese, la banda musicale intona delle marce funebri che annunciano l’imminente processione. Subito dopo la messa, ha luogo la processione di Gesù Redentore, preceduta dalla Confraternita di Gesù Redentore e di Maria Addolorata, nata nel 1986 allo scopo di migliorare ed accompagnare le processioni della Settimana Santa. Il simulacro di Gesù Redentore viene trasportato in forma processionale per le vie principali del paese con la partecipazione delle autorità religiose e civili, della banda musicale “P. Riguccio” già “V. Bellini” e dei lamentatori, il cui canto polifonico in dialetto siciliano commuove la grande folla dei fedeli, che ogni anno segue con grande devozione e partecipazione le processioni. Nello stesso giorno, i fedeli visitano nelle chiese del paese i sepolcri. La processione si conclude intorno alla mezzanotte.
                      Il Venerdì Santo segna il culmine delle celebrazioni della Settimana Santa. Il Simulacro di Gesù Redentore lascia la chiesa Madre alle 13,00 accompagnato da pochi fedeli. Nel frattempo nella Chiesa di Santa Croce i fedeli aspettano con ansia “l’uscita” della Madonna Addolorata che avviene intorno alle 13,30. Dopo un tratto di strada, intorno alle 14,30, in piazza Cappadona avviene l’incontro fra il simulacro della Madonna Addolorata e il simulacro di Gesù Redentore. Grande è, in questo momento, la partecipazione popolare e la devozione di tutti i presenti. Subito dopo, il simulacro della Madonna accompagna il Simulacro di Gesù Redentore verso il calvario, che per l’occasione viene allestito in piazza Kennedy. Giunti in Chiesa Madre, rientra il simulacro del Redentore e alcuni membri del Comitato e della Confraternita portano in processione, in un lenzuolo rosso, il corpo di Gesù morto accompagnato dalla Madonna. La crocifissione avviene intorno alle 15,30, mentre i sacerdoti invitano a riflettere sui nostri peccati. Dopo la crocifissione, i devoti baciano i piedi e la folla lentamente si disperde, mentre ai piedi della croce i gruppi parrocchiali recitano delle preghiere ed intonano dei canti. Dopo la Parasceve di Nostro Signore, intorno alle 18,30, ha luogo la processione dell’Urna che, adornata di fiori e ricoperta di veli, viene portata in processione dalla Chiesa Madre verso il Calvario ove avviene la deposizione del Cristo morto. Sulle note di “Ah sì versate lacrime”, il Cristo viene deposto nell’Urna ed accompagnato dal simulacro della Madonna percorre le vie principali. Dopo ore di intensa e commossa processione, intorno alla mezzanotte, l’Urna con il Cristo morto fa rientro in Chiesa Madre ancora accompagnato dalla Madonna, la quale, subito dopo, viene accompagnata in Chiesa Santa Croce.
                      Il Sabato santo è il giorno del lutto e del pentimento, alle 23,00 iniziano i riti che precedono la Risurrezione di Cristo che avviene a Mezzanotte per liberarci dall’ombra del peccato e della morte.
                      Le processioni del giovedì e venerdì santo vengono organizzate con grandissima devozione da due comitati.
                      Un comitato appartiene alla Chiesa Madre e si occupa in particolare delle processioni di Gesù Redentore e dell’Urna, mentre l’altro appartiene alla Chiesa di Santa Croce e si occupa della processione della Madonna Addolorata. Entrambi i comitati collaborano per la buona riuscita delle processioni e sono molto vicini alla chiesa al fine di contribuire a garantire la piena religiosità delle processioni. Fanno parte del comitato di Gesù Redentore dei membri molto impegnati e devoti, molti dei quali vantano anche una tradizione familiare, in quanto facevano parte del comitato anche i loro avi.
                      Collaborano, altresì, per la buona riuscita delle processioni le mogli di alcuni membri che, con molta cura, si preoccupano di ordinare i veli e i nastri che adornano il simulacro del Redentore e dell’Urna.

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