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La Festa della Madonna
del Carmine
“Sei
fiorita nel cuore di Dio sei parte di noi, tu accendi la vita, l’amore e
la pace ci dai. Oh Madonna del Carmine sei l’amore di questa città
portaci un sorriso e serenità. Tra la braccia ci offri il tuo figlio che
è salvezza per noi, e ci insegni il Vangelo più vero che dona Gesù. Non
è facile vivere oggi tu ci prendi per mano, Oh Maria, nella nuova chiesa
uniti con te. Sei madre e regina nostra, tu cammini con noi sei la
stella Maria, nella notte sei la luce guida per la verità. Madre aiutaci
tu, sei la Madre di Dio, il fior del Carmelo e la Stella del mare”.
La
festa della Madonna del Carmine affonda le sue radici nelle stesse origini della
città.
Quando verso il 1840 i
pescatori, “paranzara”, presero stabile dimora in paese con le loro famiglie, a
Girgenti, loro luogo natale, lasciarono qualcosa che ancora li obbligava alla
vicina città: la loro Patrona, la Vergine del Monte Carmelo, per la ricorrenza
della quale, ogni anno nel giorno della sua festa, che ricorre il 16 Luglio, vi
ritornavano e vi accorrevano profondendo doni e voti. A lungo andare, però, andò
determinandosi in loro un forte attaccamento per la nuova residenza. Parve a
loro più giusto che qui avessero una chiesa, dedicata al culto della loro
patrona. E’ con la costruzione della nuova chiesa avvenuta nel 1863 che
puntualmente si celebrano i festeggiamenti in onore della Vergine. Si può ben
dire, perciò, che è la festa più antica del paese, che, pur con alterne
vicissitudini, quasi a voler segnare lo stesso passo con la vita del paese che
la ospita, ha sempre indicato un punto di riferimento, una data di incontro, un
momento di comunione di tutti gli empedoclini sparsi ogni dove.
La festa ha assunto nei
vari momenti della vita paesana fasi di esaltazione religiosa o semplicemente di
manifestazione folkloristica. Ricordiamo le manifestazioni che si sono svolte in
occasione della festa nell’anno 1955, quando è stata abbinata alla festa del
mare. Da allora, anche se non con la stessa magnificenza, ha assunto sempre più
un richiamo, oltre che religioso, turistico, per il periodo in cui viene a
cadere e soprattutto per le manifestazioni che accompagnano i festeggiamenti,
che naturalmente sono, per la maggior parte tipicamente marinari, dalla
suggestiva processione a mare dell’artistico simulacro, raffigurante la Madonna
del Carmelo col Bambino Gesù e, in ginocchio, San Simone Stock, tra il suono
festoso delle sirene delle navi in porto e lo sfolgorio di luci e fiaccole
multicolori (che rappresenta la parte più toccante della manifestazione),
all’antenna a mari (che si svolge nello specchio di acqua antistante il molo di
ponente e consiste nell’abilità di acchiappare una bandiera fissata
all’estremità di un’asta insaponata fissata orizzontalmente sulla poppa di un
motopeschereccio), alla sagra della Padellata (che consiste in un enorme padella
dove vengono posti in frittura pesci che vengono poi distribuiti gratuitamente
alla popolazione).
I tre giorni di festa che
normalmente cadono il venerdì, sabato e domenica successivi al 16 luglio,
rappresentano per i maggiori protagonisti, i pescatori, tre giornate di gaudio
intenso, dopo un anno di duro lavoro. La festa anche se ha perduto gran parte
della religiosità per la quale era nata resta una solennità che si lega
perfettamente al paese. E’ la festa dei pescatori, della loro Patrona, è la
festa del mare, al quale Porto Empedocle deve la sua nascita e la sua vita.
Alcuni spunti sono stati presi dal libro
"Porto
Empedocle Passato e Presente"
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