Parrocchia Maria SS. del Buon Consiglio

Chiesa Madre di Porto Empedocle

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LA SETTIMANA SANTA UNA DELLE TRADIZIONI  “MARINARE” PIU’ ANTICHE

Sembra quasi strano dire che la settimana santa sia una tradizione popolare che, invece,  una ricorrenza annua del calendario liturgico della Chiesa Cattolica. Cercherò di spigarvi che molte delle nostre trazioni che spesso sono solo paesane vadano quasi a contraddire alcune leggi o meglio principi dettate dalla chiesa “uscita nuova” con il Concilio Vaticano II. Facendo una accurata analisi storico-religiosa è difficile capire da quanto tempo vengano fatte nel nostro paese le processioni della settimana santa, che, penso siano ancora quelle a fare particolare detta settimana. Scavando però nel passato empedoclino dobbiamo tenere in considerazione alcune cose: 1)data di fattura delle statue usate nelle processioni, e con questo voglio intendere: Redentore, Cristo morto e urna, Maria SS. Addolorata; 2)data di edificazione delle chiese con annessa data di elevazione a parrocchia; 3)documenti storici che parlino delle processioni del Giovedì e del Venerdì Santo. La statua di Gesù Redentore è datata 1930 e inoltre sappiamo anche che venne comprata dal Sac. Baldassare Marullo. La scultura in cartapesta, prima che fosse collocata nel quarto altare a sinistra della Chiesa Madre, era custodita nell’ androne del palazzo di residenza del prelato e precisamente sotto la scala di accesso ai piani superiori; la statua veniva però portata il giorno prima del mercoledì delle ceneri in chiesa vecchia dove veniva esposta nell’altare centrale. Ora possiamo incominciare a pensare che comunque la processione del Giovedì Santo non possa essere antecedente al 1930, dato che non esistevano altre statue all’infuori di questa del Cristo che porta la Croce.  La datazione dell’urna è a noi sconosciuta. Alcuni anziani raccontano che sia arrivata dall’ America su un battello, altre ipotesi dicono che venne realizzata da una falegname empedoclino, altri invece pensano che sia stato lo stesso scultore dell’urna che si trova a Canicattì data la notevole se non identica somiglianza. Comunque nei documenti viene citata per la prima volta in un registro della curia arcivescovile di Agrigento del 1897, in un inventario dell’antica chiesa del Carmine (quella cioè che sorgeva sul luogo dell’ attuale ufficio postale), dove ivi si trova scritto testualmente: Urna grande con crocifisso. Da un altro inventario, stavolta della Chiesa vecchia, si legge: Letto e cuscino di velluto di seta color violaceo ricamato in oro per l’urna del venerdì santo di proprietà di Alfonso Picarella presso la stessa. In un altro inventario della Chiesa Madre vi è scritto che la datazione della scultura in cartapesta del Cristo morto è del 1890. Possiamo ora cercare di ipotizzare che la processione del venerdì santo non sia antecedente al  1897 e comunque intorno al 1890. La statua in legno dell’ Addolorata è datata intorno al 1880 ed é stata composta dallo scultore Calogero Cardella, pare prendendo come spunto la statua di Maria SS. dei sette dolori di Agrigento, opera invece del Quattrocchi. La statua dell’Addolorata si trova nella chiesetta di Santa Croce poiché in quel luogo, sorgeva una cappella (1857) con una croce, a sua volta prima cappella funebre poiché vi era un cimitero, che serviva da calvario;  poi infine quando nel 1876 furono alzate nell’attuale Chiesa Madre le mura perimetrali il calvario venne spostato in questo nuovo luogo, e nella cappella venne collocata nel 1880 la statua dell’ Addolorata. Avendo ormai tutto il quadro della situazione completo possiamo dire: che le processioni del Venerdi Santo possono avere una datazione minima del 1857 (non siamo sicuri se vi è ancora una datazione più antica) avente come calvario u Cravaniu, che dal 1857 al 1880 esisteva solo la crocifissione e la deposizione del Cristo nell’urna , poi ancora che nel 1880 nella processione del venerdi venne inserita anche la statua dell’Addolorata avente ora come calvario la Chiesa Madre; da questo ne può scaturire che l’urna sia antecedente dalla precedentemente datazione del 1897 e comunque bisogna sottolineare che la posizione del calvario ha cambiato frequentemente passando anche dalla piazza Chiesa Vecchia fino all’ attuale villa Kennedy. Resta soltanto da capire perché siamo l’unico paese a fare la processione del giovedì santo con la statua del Cristo che porta la croce, solitamente si dovrebbe fare il giro degli altari della reposizione o meglio conosciuto come  giro dei sepolcri. La risposta a questo dilemma sta nel fatto che l’urna era custodita nella Chiesa del Carmine ed essendo che il calvario si trovava in chiesa vecchia ogni anno il giovedì si portava dalla Chiesa del Carmine alla chiesa vecchia dove veniva conservata per l’uso dell’indomani; questo trasporto, dapprima  veniva fatto in maniera privata quasi nascosta ma poi di anno in anno diventò una vera e propria processione e poi con l’arrivo della statua del Redentore e con la distruzione della Chiesa del Carmine l’urna venne trasferita in Chiesa Vecchia e la processione venne sostituita con la statua del Redentore.

L’aspetto popolare della settimana ci viene sottolineato da alcune preghiere di origine empedoclina:

Rosario della croce:

(posta) Cruci Santa Cruci vera di cu fustivu adurata, di Giuvanni e Maddalena e di la Matri Addulurata

(grani piccoli) Io ti adoro Santa Croce letto d’oro del mio Signore,

                     con il cuore e con la voce io ti adoro Santa Croce.

Rosario al Redentore:

(posta) O Santissimu Redentori ca’ incurunatu di spini siti, tanti grazi faciti una mia m’ata a fari, lu me cori aviti a cunsulari e la grazia ca iu vurria vui lu sapiti meglio di mia.

(grani piccoli)Gesù incoronato di spine, grazia perdono e misericordia.

Calogero Ferrara

 

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